Fonderie Fotografiche al Cortona on the move

logoQuesto fine settimana siamo andati nella cittadina di Cortona per “Lavoro” dato che è di scena in questi giorni Cortona On the move, abbiamo approfittato della presenza di molti fotografi per concludere od iniziare progetti per i prossimi workshop di Fonderie Fotografiche.
Dei progetti e delle idee ne riparleremo più avanti, quello che voglio raccontare è invece il Festival.
Girando spesso per festival, letture portfolio, concorsi ed eventi di fotografia in generale, ho sempre visto una mancanza di professionalità e di organizzazione, spesso quasi imbarazzanti.
La visita a Cortona era , come detto, perlopiù “lavorativa” e quindi non eravamo andati con molte aspettative in merito al festival.
Devo invece ammettere che sono rimasto piacevolmente colpito dall’evento, dall’organizzazione, dai ragazzi che come volontari si occupavano di tutte le attività organizzative, dei pass , dei ristoranti, bar e trattorie “credo” convenzionati, dai cartelli lungo le strade, dai manifesti che anticipavano l’ingresso di una mostra , dalla bellezza della location e sorpattutto dai fotografi in mostra e dal livello, veramente alto, dei panel e delle conferenze e naturalmente dei workshop.

E’ strano vedere in Italia tanta meticolosità e precisione nell’organizzazione di un evento, devo dire che , apparte piccole sbavature, ma molto soggettive e quindi non rilevanti, tutto mi è sembrato veramente ben fatto.

Per inciso siamo stati solamente una giornata, e quindi ci siamo persi la parte di accoglienza, non abbiamo partecipato ai workshop e quindi non sappiamo se oltre ai nomi di livello anche l’organizzazione era di qualità, ma immagino che dato il lavoro ben fatto per tutto ciò che ho visto anche questi eventi siano stati ugualmente ben curati.

Passando al festival, che per chi come me conosceva il nome ma non c’era mai stato, Cortona on the move si occupa di fotografia in viaggio, di reportage, di storie e marginalmente e naturalmente di giornalismo.

Tra le mostre devo dire che mi hanno colpito molto quella di Zed Nelson, di Joel Meyerowitz , di Sol Neelman e naturalmente quella di Alfons Rodriguez.
Tutte le altre erano altrettanto belle, ma a distanza di un paio di giorni, sono queste quelle che mi sono rimaste impresse.
Erano presenti anche le mostre di CHRISTIAN LUTZ (Trilogy), DAVID CHANCELLOR (Hunters), JEROEN TOIRKENS (Nomad), GABOR ARION KUDASZ (Tourists in the environment), ALLEN MATTHEWS (Cortona, Italy – Images from 1985 to 2002), SALVATORE SANTORO (Saluti da Pinetamare), ASBJØRN SAND (Roll Whatever), MARCO BULGARELLI (Pop Up Exhibit) ed una mostra sia di Newsweek che di Alitalia

Zed Nelson
Zed NelsonLove me (Amami) è una riflessione sulle forze economiche e culturali che governano l’ossessione, ormai globale, per la giovinezza e la bellezza.
Nel corso di cinque anni Zed Nelson ha visitato 18 paesi nei cinque continenti. Il risultato è un’analisi sorprendente su questa nuova forma di globalizzazione che si sta diffondendo in cui un ideale di bellezza occidentale sempre più stereotipato viene esportato in tutto il mondo, alla stregua di un brutale brand universale.

Joel Meyerowitz
Joel MeyerowitzIl movimento è tutto per me, è la Vita stessa, traccia il momento che scompare, e, insieme al Tempo, è l’essenza dell’esperienza Fotografica. Più di ogni altra cosa è la ragione per cui ho cominciato a fotografare 50 anni fa…».
Taking my time è una retrospettiva dedicata al lavoro del grande fotografo americano Joel Meyerowitz, pensata ad hoc per l’edizione di Cortona On The Move 2013.
Dai tempi degli esordi a New York negli anni 60, alla produzione più recente. Un corpo di lavoro eterogeneo che ha come nucleo centrale il concetto di “movimento”, inteso come quell’istante effimero, gioioso, tragico, o insignificante che cattura l’occhio del fotografo e diventa il cuore di ogni suo scatto.

Sol Neelman
Sol NeelmanSol Neelman viaggia in lungo e in largo per fotografare gli sport più strani del pianeta. Nel corso di questa avventura si è ritrovato ad assistere a eventi come gare di triciclo, hockey subacqueo, palla medica infuocata, corsa con la moglie, lezioni di scherma con la spada laser, drag queen rugby in abito da cerimonia e molti altri. Questo progetto è la sua personale e soprattutto divertente visione di un elemento tanto importante per la nostra società, lo sport, che secondo Sol definisce la nostra identità, le nostre passioni e talvolta persino i nostri guardaroba.

Alfons Rodriguez
Guatemala. Valle del Polochic.The Third Rider (Il Terzo cavaliere) è un progetto documentaristico che cerca di fare luce sulle cause, gli effetti e le possibili soluzioni che riguardano il problema della fame e della malnutrizione nel nostro pianeta. Alfons Rodríguez ha visitato e documentato nove paesi che sono un chiaro esempio di questa enorme tragedia: Haiti, Guatemala, Filippine, India, Bangladesh, Burkina Faso, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, e Sudan.

Erano inoltre presenti diversi workshop e diverse letture portfolio oltre naturalmente a molte conferenze e presentazioni.
Abbiamo partecipato alla presentazione della mostra e del libro di Alfons Rodriguez, e alla conferenza “il citizen journalism in situazioni di emergenza”, entrambi eventi ben organizzati e ben fatti ed entrambi supportati da Shoot 4 change e da Antonio Amendola
Ecco, un bell’evento di fotografia, fatto bene, curato bene che seppur alla terza edizione ha dimostrato una qualità degna di festival stranieri più blasonati, aspettiamo la prossima edizione, e cercheremo di stare almeno tutto il fine settimana per gustare appieno la fotografia e respirarla in ogni angolo di Cortona.