La camera chiara e il fotogiornalismo

winner psGiusto ieri è uscito un bel’articolo su Repubblica dove il giornalista Michele Smargiassi riprende le fila ed analizza le polemiche che si sono sollevate per l’uso forse eccessivo del fotoritocco.

A ben vedere però questa immagine non ha subito radicali modificazioni, in fin dei conti ci sono stati casi molto più eclatanti di uso di photoshop per ritoccare le immagini, aggiunta di fumo di esplosioni, taglio della fotografia escludendo metà della storia, addirittura foto vere, ma fatte ad arte, andando a mettere nelle inquadrature sempre una stessa bambola per dare l’impressione di un bambino presente sulla scena.

Insomma, tra tutte le polemiche, forse questa è veramente la più rappresentativa di quello che succede oggi, dove le certezze vengono a mancare e dove ogni idea, opinione ed azione possono essere premiate o distrutte.

L’articolo poi fà un excursus sui grandi fotografi della storia, che pur senza photoshop, osavano già molti anni fà, andare in camera oscura e utilizzare filtri, maschere di contrasto, schiarire, bruciare mascherare, le proprie foto. Forse al tempo c’era un pò più di rispetto del lavoro e delle idea altrui, e se una organizzazione prestigiosa come il WPP dava un riconoscimento, forse era anche un pò meritato anche se non condivisibile, insomma si era più signori e meno fotografi.

A seguire alcune foto di autori che, come descritto nell’articolo, usavano la camera oscura invece della camera chiara per modificare le loro foto.

Eugene Smith

Foto : Eugene Smith

Foto : Eugene Smith
Foto : Eugene Smith

Foto : Daido Moriyama

Foto : Daido Moriyama

Foto : Daido Moriyama
Foto : Daido Moriyama

 

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